Il Food Cost – spiegato facile parte 1 –

Occupandomi di consulenze e formazione, spesso mi capita di confrontarmi con molti imprenditori e professionisti della ristorazione. La cosa che, solitamente, mi colpisce riguarda uno strumento che dovrebbe essere familiare, e, effettivamente, rispetto a quando ho iniziato, ormai più di 20 fa, lo è. Infatti, molti conoscono il significato della parola, qualcuno anche come realizzarlo. Sono pochi, davvero pochi, invece, quelli che lo applicano o lo fanno diventare parte del flow lavorativo.

Ho un’idea per la ricetta: la provo e la riprovo finchè non mi soddisfa; creo il food cost e infine, attraverso una serie di tecniche e soprattutto in linea con la strategia del locale, decido il prezzo di vendita.

Prima di entrare nel merito del sistema per creare il food cost, trovo doveroso dirvi che un imprenditore non può far a meno di avere strumenti che gli permettano di avere sotto controllo la propria azienda e che, allo stesso modo, il food cost è lo strumento base che ti permette di costruire strumenti come:

  • Costo primo
  • Costo intero
  • Food cost a consuntivo (con le dovute premesse)
  • Conto economico
  • Budget
  • Piano aziendale
  • Analisi del menu

Direi tutti argomenti validi per iniziare a considerarlo e fare un piccolo sforzo per inserirlo nel flusso di lavoro. Ma se non sei ancora convinto, eccoti un elenco di vantaggi che ti può offrire:

  • Permette di conoscere il costo di un piatto
  • Maggior controllo sui consumi
  • Menu engineering
  • Menu mix
  • Controllo magazzino
  • Determinazione Prezzo
  • Contabilità analitica
  • Margine di contribuzione

C’è da dire che una volta realizzato, dovrai solo verificare periodicamente i costi della materia prima e che, nella produzione, le quantità decise vengano rispettate.

Detto questo, ecco di cosa hai bisogno per iniziare a determinare il food cost:

  • Lista ingredienti ricetta
  • Prezzo al kg/ml dei singoli ingredienti
  • Quantità dei singoli ingredienti

Finisce qui la prima parte del mio articolo sul food cost. Nel prossimo, “costruiremo” e analizzeremo una ricetta insieme. Indagheremo il metodo grazie al quale comprenderai come applicare, in modo semplice, questo sistema all’interno del tuo processo lavorativo. Infine, ti anticiperò uno strumento indispensabile per il tuo ristorante. See ya!

 

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Immagine di Massimo Sacco

Massimo Sacco

Massimo Sacco ha gestito ristoranti per vent'anni prima di diventare consulente. Oggi lavora nello spazio che il commercialista e il consulente operativo lasciano scoperto: il primo certifica il passato a esercizio chiuso, il secondo si ferma al food cost percentuale, e nel mezzo vive tutta la gestione reale. Si occupa di controllo di gestione nel senso pieno del termine: conto economico riclassificato mensile, flussi di cassa, DSCR e indici di allerta del Codice della Crisi, fino all'architettura societaria quando il problema è strutturale. Il metodo con cui legge un'azienda ristorativa su cinque aree integrate si chiama PentaCore System. Autore di "Le Armi della Ristorazione", sta scrivendo per Gruppo Maggioli il manuale di controllo di gestione destinato ai commercialisti che assistono ristoranti. Ha fondato FIMAR, la Federazione Italiana Manager Alta Ristorazione, di cui è stato Vicepresidente. In Assocontroller è socio e project leader del gruppo di ricerca che sta definendo su base scientifica gli standard, i KPI e i benchmark della ristorazione italiana. Ideatore del seminario all'Università Roma Tre, docente a COQUIS. Lavora con ristoratori tra 1 e 5 milioni di fatturato che hanno un locale che gira e vogliono sapere quanto rende davvero.

Chi sono
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