Restaurant Business Model Design – Le attività chiave

Continua il nostro viaggio all’esplorazione del Restaurant Business Model Design. Questa volta parleremo del blocco relativo alle attività chiave, da non confondere con le risorse chiave di cui ti ho già parlato in QUESTO articolo.

La domanda da cui dovrai partire per completare questo bocco è: “quali sono le attività necessarie per creare la proposta di valore?”

Stai molto attento, perché è molto facile confondere le attività chiave con il blocco delle risorse chiave che, invece, risponde alla domanda “di cosa ho bisogno per creare la proposta di valore?”.

Massimo Sacco - RBMC attività chiave
Massimo Sacco – RBMC attività chiave

Solitamente, quando si arriva a redigere questo blocco, si tende ad inserire al suo interno tutte le attività che un locale svolge, rischiando, in questo modo, di defocalizzarsi e disperdere energie e, soprattutto, creare confusione. Lo sforzo che dovrai fare, invece, è tenere a mente che NON tutte le attività svolte all’interno del tuo locale sono strategiche alla creazione della proposta di valore. Evita, perciò, di intasare il blocco con attività che saranno sicuramente utili allo svolgimento del lavoro quotidiano del locale, ma che non sono propedeutiche alla realizzazione della proposta di valore. Quindi, prima di imprimere il tuo inchiostro sui post-it, concentrati e focalizzati solo su quelle indispensabili.

 

Si, ma quali sono quelle indispensabili?

Tutte le attività che svolgiamo all’interno del nostro locale sono indispensabili, ma non tutte sono determinanti per la creazione della proposta di valore. Te che ti occupi di ristorazione dovrai concentrare la tua attenzione prettamente su due le categorie:

 

Produzione: Un locale si occupa di creare, produrre e vendere prodotti. Qui potrebbero celarsi le attività chiave utili allo scopo.

 

Problem Solving: esplora questa categoria nel caso in cui il tuo locale abbia deciso di valorizzare i servizi, puntando a risolvere specifici problemi o bisogni.

 

Massimo Sacco - RBMC attività chiave
Massimo Sacco – RBMC attività chiave

Le attività chiave non sono copia e incolla, ma si adeguano alla proposta di valore e, quindi, variano in funzione del business model. Ci sono locali che decidono di puntare sulla coerenza del processo produttivo e, quindi, che mirano ad una semplificazione che permetta di elevare gli standard, garantendo comunque un elevata produzione; mentre ce ne sono altri che puntano il loro budget sul rinnovamento del format e dei macchinari. Tutto, in definitiva, dipende dal modello di business

 

 

 

 

 

 

 

In conclusione:

  • Non confondere le attività chiave con le risorse chiave
  • Non inserire attività a caso
  • Non intasare il blocco con attività superflue alla realizzazione della proposta di valore

RESTA FOCALIZZATO. RESTA FOCALIZZATO. RESTA FOCALIZATO.

  • Il tuo faro, per questo blocco, è la proposta di valore
  • Tieni sempre a mente le due categorie principali: prodotti e problem solving
  • Le attività chiave non sono copia e incolla
  • Ogni modello di business ha o potrebbe avere attività chiave diverse.

Con le attività chiave hai già tantissime informazioni per iniziare a creare o rivedere il modello di business del tuo locale. Clicca sul link richiedimi il Restaurant Business Model Canvas per iniziare a progettare o riprogettare il tuo locale.

Fammi sapere come procede e, se lo desideri, fissa una call preliminare con me, sarò felice di ascoltare i tuoi progressi e, nel caso darti, qualche suggerimento.

 

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Massimo Sacco

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Massimo Sacco

Massimo Sacco ha gestito ristoranti per vent'anni prima di diventare consulente. Oggi lavora nello spazio che il commercialista e il consulente operativo lasciano scoperto: il primo certifica il passato a esercizio chiuso, il secondo si ferma al food cost percentuale, e nel mezzo vive tutta la gestione reale. Si occupa di controllo di gestione nel senso pieno del termine: conto economico riclassificato mensile, flussi di cassa, DSCR e indici di allerta del Codice della Crisi, fino all'architettura societaria quando il problema è strutturale. Il metodo con cui legge un'azienda ristorativa su cinque aree integrate si chiama PentaCore System. Autore di "Le Armi della Ristorazione", sta scrivendo per Gruppo Maggioli il manuale di controllo di gestione destinato ai commercialisti che assistono ristoranti. Ha fondato FIMAR, la Federazione Italiana Manager Alta Ristorazione, di cui è stato Vicepresidente. In Assocontroller è socio e project leader del gruppo di ricerca che sta definendo su base scientifica gli standard, i KPI e i benchmark della ristorazione italiana. Ideatore del seminario all'Università Roma Tre, docente a COQUIS. Lavora con ristoratori tra 1 e 5 milioni di fatturato che hanno un locale che gira e vogliono sapere quanto rende davvero.

Chi sono
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