E se non è la crisi sono le tasse

Se hai una Ristorante, avrai notato come tutti i tuoi guadagni se ne vadano via in tasse…

Con loro anche tutti gli sforzi, le ore insonni, il tempo passato nel locale e a risolvere problemi, a parlare con i clienti a mangiarsi il fegato, il tempo sottratto alla tua famiglia ai tuoi hobbies… Insomma, era così che avevi immaginato la tua vita prima di aprire?

Ecco quello che NON devi fare se vuoi sopravvivere nella nuova era della ristorazione:

– Stare fermo sulla soglia ad attendere che qualcosa cambi.

– Continuare a sperare che arrivino tempi migliori e nel frattempo gli anni passano uno dietro e tu ancora convinto che qualcosa prima o poi accadrà

– Credere talmente tanto che qualcosa cambi fino al punto in cui ti accontenteresti anche di una catastrofe purché qualcosa, finalmente, accada. Inutile dirti che nulla di tutto ciò può aiutarti in modo concreto a risollevare la tua situazione.

Vedi, non importa da quanto tempo la tua pizzeria è in piedi… Con le giuste informazioni risparmieresti un sacco di soldi e tempo.

Ad esempio:

  • Quando hai deciso di aprire il tuo ristorante sei partito da te o dal mercato?
  • Hai scelto una società di persone o di capitali?

Possono sembrarti domande banali ma con dati e numeri alla mano puoi permetterti di avviare azioni che ti farebbero avere più ricavi e pagare meno tasse.

Questo è lo 0.1% del potenziale che non stai sfruttando.

 

se ti è piaciuto questo articolo leggi anche questo oppure questo

Se questo articolo ti ha fatto venire dei dubbi sui tuoi numeri

La maggior parte dei ristoratori scopre dove perde margine solo quando è troppo tardi. Non perché non lavorano abbastanza, ma perché nessuno gli ha mai messo in mano i numeri giusti al momento giusto.

Parliamone. Prenota una call gratuita di 45 minuti: portiamo i tuoi dati sul tavolo e in uscita sai da dove si comincia.

Se preferisci partire da solo, qui trovi gli strumenti Excel che uso in consulenza, oppure guarda come lavoro con i ristoranti.

Immagine di Massimo Sacco

Massimo Sacco

Massimo Sacco ha gestito ristoranti per vent'anni prima di diventare consulente. Oggi lavora nello spazio che il commercialista e il consulente operativo lasciano scoperto: il primo certifica il passato a esercizio chiuso, il secondo si ferma al food cost percentuale, e nel mezzo vive tutta la gestione reale. Si occupa di controllo di gestione nel senso pieno del termine: conto economico riclassificato mensile, flussi di cassa, DSCR e indici di allerta del Codice della Crisi, fino all'architettura societaria quando il problema è strutturale. Il metodo con cui legge un'azienda ristorativa su cinque aree integrate si chiama PentaCore System. Autore di "Le Armi della Ristorazione", sta scrivendo per Gruppo Maggioli il manuale di controllo di gestione destinato ai commercialisti che assistono ristoranti. Ha fondato FIMAR, la Federazione Italiana Manager Alta Ristorazione, di cui è stato Vicepresidente. In Assocontroller è socio e project leader del gruppo di ricerca che sta definendo su base scientifica gli standard, i KPI e i benchmark della ristorazione italiana. Ideatore del seminario all'Università Roma Tre, docente a COQUIS. Lavora con ristoratori tra 1 e 5 milioni di fatturato che hanno un locale che gira e vogliono sapere quanto rende davvero.

Chi sono
Tags:
Condividi sui social: