DSCR ristorante: cosa guarda la banca prima di dirti no

Il direttore della filiale ti ha detto di no. Il bilancio era in utile, il fatturato in crescita, i conti in ordine. Ti ha detto di no lo stesso, e non te l’ha spiegato bene.

Con ogni probabilità ha guardato un numero che tu non guardi mai.

Il DSCR risponde a una domanda sola: quello che il locale genera basta a pagare le rate in scadenza? Si calcola dividendo quanto la gestione lascia in cassa per quanto devi restituire tra capitale e interessi. Sopra 1 vuol dire sì. Sotto 1 vuol dire che le rate le stai pagando con altro: risparmi, nuovi debiti, soldi tuoi.

È il primo numero che guarda una banca prima di concederti un affidamento, ed è uno degli indicatori che la legge sulla crisi d’impresa usa per stabilire quando un’azienda sta entrando in difficoltà. Novembre e dicembre sono i mesi in cui questi conti si fanno, perché è lì che si preparano i bilanci e si rinegoziano i fidi per l’anno dopo.

Come si calcola

Ti faccio vedere il conto su un ristorante da 900.000 euro di incasso.

Voce All’anno
Margine prima di rate e tasse 126.000 €
meno quello che si mangiano magazzino e crediti − 14.000 €
meno le tasse pagate − 28.000 €
Soldi che ti restano in cassa 84.000 €
Capitale dei finanziamenti 52.000 €
Capitale dei leasing 18.000 €
Interessi 11.000 €
Totale rate da pagare 81.000 €
DSCR 1,04

Un DSCR di 1,04 significa che dopo aver pagato tutte le rate ti restano 3.000 euro. Tecnicamente sei in equilibrio, ma senza margine: una caldaia che salta, un mese di chiusura, un rialzo dei tassi e sei sotto.

Le banche di solito considerano solido sopra 1,2 e cominciano a fare domande sotto 1,1. Alcune lo scrivono direttamente nel contratto, e se scendi sotto la soglia possono revocarti il fido.

Perché puoi essere in utile e avere il DSCR sotto 1

Perché utile e cassa sono due cose diverse. L’utile è quanto hai guadagnato sulla carta. La cassa è quanto hai in tasca. E in ristorazione tra i due c’è di mezzo parecchio.

La quota capitale delle rate non è un costo. Nel conto economico non la trovi. Ma dal conto corrente esce ogni mese. Se hai 70.000 euro di capitale da restituire in un anno e 80.000 di utile, il respiro vero è 10.000 euro, non 80.000.

Gli ammortamenti sono un costo che non esce. Ti abbassano l’utile ma non ti tolgono un euro dal conto. Per questo il calcolo parte dal margine di gestione e non dall’utile.

Magazzino e crediti si mangiano liquidità. Merce ferma in cella, hotel e aziende che ti pagano a sessanta giorni, IVA da versare. Tutte cose che spostano soldi senza passare dal conto economico.

Il risultato è che uno legge un bilancio in utile e poi a dicembre non ha i soldi per il versamento. Non è un errore del commercialista. È che stava guardando il documento sbagliato.

Gli altri numeri che accendono una spia

Il DSCR è il principale ma non l’unico. Ognuno di questi indici accende una spia diversa, e vanno letti tutti insieme.

Indice Cosa ti dice Quando preoccuparti
DSCR Se riesci a pagare le rate sotto 1
Debiti netti sul margine Quanti anni di margine per azzerare i debiti sopra 4
Patrimonio su quello che possiedi Quanto sei solido sotto 10%
Incassi a breve su debiti a breve Se arrivi a fine mese sotto 1
Interessi sull’incasso Quanto pesa il debito sopra 3%
Debiti verso Stato e INPS Esposizione con il fisco sopra 5% dell’attivo

Il secondo della lista è quello che le banche guardano subito dopo il DSCR: ti dice quanti anni di margine servirebbero per azzerare i debiti. Sopra quattro anni la struttura è pesante, e lo leggono prima ancora del fatturato.

Avere più debiti che liquidità di per sé non è un problema, se il DSCR regge. Chi ha investito in un rinnovo e lo sta ripagando regolarmente sta in una situazione diversa da chi si è indebitato per coprire le perdite. Sulla carta il segno è lo stesso. Nella sostanza sono due mondi.

Cosa fare se sei sotto 1

Le leve sono tre. Valutale in questo ordine, perché la prima ti dà respiro subito senza toccare come lavori.

Allunga la durata del debito. Rinegoziare i piani abbassa la rata annuale. Centocinquantamila euro residui su tre anni fanno 50.000 di capitale all’anno, su sei anni ne fanno 25.000. Il DSCR migliora subito. Ti costa più interessi in totale, ma se l’alternativa è restare a secco la scelta non è difficile. Alla banca ci vai con una proiezione scritta, non con una richiesta generica.

Fai salire i soldi che la gestione lascia. Qui si lavora su merce e personale. Lo spazio di recupero più frequente sta tra i tre e i sei punti di food cost, sistemando scarti e porzioni, e tra i due e i quattro punti di personale rimettendo i turni sul lavoro vero, fascia per fascia.

Libera la cassa che hai bloccata. Meno merce ferma in magazzino, tempi di incasso più corti con hotel e aziende, scadenze fornitori allineate a quando incassi. Sono cose che ti liberano soldi senza toccare il conto economico.

Quello che non funziona è aspettare. Il DSCR peggiora da solo: meno cassa vuol dire più fidi a breve, che costano di più, che ti lasciano ancora meno cassa.

Perché riguarda anche chi non ha problemi

La legge sulla crisi d’impresa chiede all’imprenditore di dotarsi di una struttura amministrativa e contabile adeguata all’azienda, anche per accorgersi per tempo se le cose stanno peggiorando.

Tradotto per un ristorante: avere un sistema che ti fa vedere l’equilibrio che si sta rompendo mentre si sta rompendo, non dopo. Non è una carta da mettere in un cassetto, è una cosa che si dimostra con i numeri che produci ogni mese.

Chi calcola il DSCR ogni tre mesi e lo vede scendere da 1,4 a 1,15 ha sei mesi per andare in banca da una posizione di forza. Chi se ne accorge quando gli revocano il fido tratta in tutt’altro modo.

Domande frequenti sul DSCR

Cos’è il DSCR e come si calcola?

È il rapporto tra i soldi che la gestione ti lascia in cassa e le rate che devi pagare, capitale più interessi. I soldi disponibili li ottieni partendo dal margine prima di rate e tasse, togliendo quello che si mangia il magazzino e i crediti, e togliendo le tasse pagate. Se il risultato è sopra 1 la gestione basta a pagare le rate. Se è sotto, no.

Qual è un buon valore di DSCR per un ristorante?

Sopra 1,2 le banche lo considerano solido. Tra 1 e 1,2 stai in equilibrio ma senza rete: basta poco per finire sotto. Sotto 1 vuol dire che le rate le stai pagando con i risparmi, con altri debiti o con soldi tuoi.

Posso essere in utile e avere il DSCR sotto 1?

Sì, e capita spesso. La quota capitale delle rate non è un costo, quindi nel conto economico non la vedi. Ma dal conto corrente esce tutti i mesi. Se le rate dell’anno superano quello che la gestione ti lascia, il DSCR scende sotto 1 anche con un bilancio in utile.

Quali sono gli altri indici che segnalano problemi?

Oltre al DSCR ci sono il rapporto tra debiti netti e margine di gestione, il patrimonio rispetto a quello che possiedi, quello che incassi a breve rispetto a quello che devi pagare a breve, il peso degli interessi sull’incasso e i debiti verso Stato e INPS. Vanno guardati insieme, perché ognuno accende una spia diversa.

Cosa faccio se il DSCR è sotto 1?

Tre strade. Allungare la durata dei finanziamenti, così la rata dell’anno scende. Far salire i soldi che la gestione lascia, e lì si lavora su merce e personale. Liberare cassa riducendo il magazzino fermo e facendoti pagare prima da chi ti deve dei soldi. Con la banca vai con i numeri in mano, e vacci prima che il valore diventi critico.

Ogni quanto va calcolato?

Almeno ogni tre mesi. E sempre prima di chiedere o rinnovare un fido, prima di firmare un nuovo finanziamento o leasing, e prima di decidere un investimento importante. Se hai un sistema di controllo mensile te lo ritrovi già calcolato.

Come partire

Per calcolare il DSCR ti servono tre cose: un conto economico riscritto che arrivi al margine di gestione, i piani di ammortamento di tutti i finanziamenti e leasing che hai, e la variazione di magazzino e crediti tra due periodi. Se ce le hai già, il calcolo sono cinque minuti.

Se non ce le hai, si parte dal conto economico riclassificato, che è la base di tutto il resto. Leggi il tuo Conto Economico contiene il modello già impostato e la spiegazione degli indicatori.

Se invece il DSCR l’hai calcolato ed è sotto 1, il problema non è più uno strumento: è decidere cosa muovere per primo e in che ordine parlare con la banca. In quel caso la call di diagnosi serve a mettere in fila le priorità. Quarantacinque minuti, gratuita, con i numeri che hai.

Se questo articolo ti ha fatto venire dei dubbi sui tuoi numeri

La maggior parte dei ristoratori scopre dove perde margine solo quando è troppo tardi. Non perché non lavorano abbastanza, ma perché nessuno gli ha mai messo in mano i numeri giusti al momento giusto.

Parliamone. Prenota una call gratuita di 45 minuti: portiamo i tuoi dati sul tavolo e in uscita sai da dove si comincia.

Se preferisci partire da solo, qui trovi gli strumenti Excel che uso in consulenza, oppure guarda come lavoro con i ristoranti.

Immagine di Massimo Sacco

Massimo Sacco

Massimo Sacco ha gestito ristoranti per vent'anni prima di diventare consulente. Oggi lavora nello spazio che il commercialista e il consulente operativo lasciano scoperto: il primo certifica il passato a esercizio chiuso, il secondo si ferma al food cost percentuale, e nel mezzo vive tutta la gestione reale. Si occupa di controllo di gestione nel senso pieno del termine: conto economico riclassificato mensile, flussi di cassa, DSCR e indici di allerta del Codice della Crisi, fino all'architettura societaria quando il problema è strutturale. Il metodo con cui legge un'azienda ristorativa su cinque aree integrate si chiama PentaCore System. Autore di "Le Armi della Ristorazione", sta scrivendo per Gruppo Maggioli il manuale di controllo di gestione destinato ai commercialisti che assistono ristoranti. Ha fondato FIMAR, la Federazione Italiana Manager Alta Ristorazione, di cui è stato Vicepresidente. In Assocontroller è socio e project leader del gruppo di ricerca che sta definendo su base scientifica gli standard, i KPI e i benchmark della ristorazione italiana. Ideatore del seminario all'Università Roma Tre, docente a COQUIS. Lavora con ristoratori tra 1 e 5 milioni di fatturato che hanno un locale che gira e vogliono sapere quanto rende davvero.

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